Coronavirus ,Bankitalia "E' una crisi transitoria" (?)


"Stiamo attraversando una crisi dalle caratteristiche inedite. Ma è una crisi dalla quale usciremo senz'altro, è transitoria". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco nel corso di un'intervista al programma di Giovanni Floris diMartedì andata in onda il 24/03/2020 su La7 a proposito dell'emergenza coronavirus. Visco sottolinea, come un punto di tenuta del sistema è rappresentato dal risparmio: "Il risparmio è fondamentale, è stata la risorsa che ha garantito la capacità di crescita del nostro Paese ed è una risorsa da preservare. E' certo che possiamo reggere per quanto è necessario reggere. Le misure che saranno assunte saranno adeguate alla necessità di ridurre il tempo e anche i costi di questa epidemia", ma soprattutto ha respinto ogni parallelo con la crisi della Grecia del 2009: "Un ripetersi della situazione greca è del tutto improponibile. Qui siamo di fronte ad una crisi di altro tipo, globale, che affronteremo insieme a tutte le istituzioni con gli strumenti migliori che abbiamo adesso".

Dal mondo dell'edilizia ci sono però molte incertezze e preoccupazioni come fa notare anche Luciano Gandolfo, presidente di Confartigianato Piemonte Costruzioni «Da soli non ce la facciamo l'edilizia ha attraversato un periodo molto difficile: oltre 10 anni di crisi profonda che ha decimato le nostre aziende e un'altra crisi come quella che si sta palesando per l'epidemia in corso, rischia di falcidiare le quelle sopravvissute»


Quali sono le richieste della categoria al Governo?


La richiesta prioritaria e’ che da parte delle stazioni appaltanti si conceda la sospensione dei lavori. Il governo deve comprendere che la richiesta di sospensione dei cantieri per cause di forza maggiore, dunque che non implica nulla in termini economici per la stazione appaltante e dunque per lo Stato, deve poter essere data. Un sistema in crisi da dieci anni non ha alcun interesse a sospendere i lavori, eppure le imprese lo richiedono fortemente per una questione di responsabilità morale perché non sono in grado di garantire la sicurezza necessaria per poter proseguire i lavori senza rischi per i lavoratori. E sulla questione si è mossa anche Ance nazionale. «Ci vogliono equilibrio e razionalità. Giusto il rispetto delle misure di prevenzione sanitaria, ma coniugandole con un ritorno alla normalità e scongiurando il panico generalizzato che sta bloccando il settore delle costruzioni italiano in casa e in tutto il mondo e di conseguenza l’intera economia del Paese». Queste le parole del presidente di Ance nazionale, Gabriele Buia, sugli effetti dell’allarme Covid-19 in Italia.

L'impresa edile non può dettare una chiusura che la potrebbe esporre al rischio di richieste di danni e questo per l’immediato. Per quanto riguarda il post emergenza, si vorrebbe guardare al futuro con maggiore ottimismo, ma e’ necessario rendersi conto che sono necessarie misure non solo in termini di nuove risorse, ma anche di alleggerimento della burocrazia,la sospensione dei versamenti tributari e previdenziali, la sospensione di tutti i termini contrattuali; una moratoria sui debiti e pagamenti immediati per i cantieri che saranno costretti a interrompere l'attività. Questa e’ la speranza, altrimenti il rischio è che il Coronavirus possa essere il colpo finale per la piccola e media impresa edilizia italiana.

" Dedico questa immagine alla mia Bergamo e a tutti gli italiani che non mollano mai "

Diego Petteni

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